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Avventura Gastronomica a Valencia

In attesa della primavera, del bel tempo e dei party all’aperto con gli amici in cui dilettarsi ai fornelli, Barbie ha deciso di prendersi un paio di giorni tutti per sè. Ne ha approfittato per migliorare le sue conoscenze culinarie, e nel frattempo visitare uno dei centri storici più carismatici d’Europa, Valencia, in cui convergono differenti stili architettonici e le diversità artistiche e culturali convivono armoniosamente.

Arrivata in città, non ha proprio saputo resistere al richiamo delle ghiottonerie Valenciane. Prima tappa del viaggio è stata infatti una delle caffetterie più antiche di Valencia, Horchateria Santa Catalina, nel cuore del centro storico. Questa horchateria e chocolaterìa è rinomata per la sua horchata de chufa, tra le più buone della città. L’Horchata (Orxata in Valenciano) è una bevanda fatta con il latte di tubero che si chiama chufa, di solito accompagnata da un dolce leggero e spugnoso che si chiama fartón. Barbie non aveva mai assaggiato questo dolce, e ne è rimasta colpita: ha subito iniziato a chiaccherare con la proprietaria del locale, cercando di farsi svelare la ricetta. Sempre all’Horchateria, Barbie si è concessa uno strappo alla regola ed ha assaggiato la famosa e buonissima cioccolata calda con churros. Certo, è stato davvero difficile dover scegliere tra le tantissime proposte della bollerìa esposta nel bancone in fondo alla sala, ma bisogna pur sempre stare attente alla linea!

Per cena, ci attendeva un altro appuntamento gastronomico: la paella Valenciana! Questo piatto, famoso in tutto il mondo, è stato inventato proprio a Valencia, e ancora oggi l’unica ricetta originale accettata come tale dagli spagnoli è quella valenciana fatta con la carne e non con il pesce, come invece spesso si trova proposta nei ristoranti. Noi amiamo entrambe le versioni, ma bisogna ammettere che questo piatto, gustato nella sua città d’origine, ha tutto un altro sapore. Magari Barbie ci aiuterà a riproporlo per voi nella nostra rubrica Giochi e Cuochi!
Sazia e soddisfatta, insieme alla nostra amica abbiamo deciso di trascorrere il resto della giornata facendo una passeggiata, per assaporare un altro aspetto di questa bellissima città, il suo rinomato centro storico. Prima fermata della nostra camminata è stato il Jardí del Turia il più grande giardino urbano di Spagna, realizzato nell’antico letto del fiume Túria. E’ davvero grande, ricco di verde: non sembra nemmeno di essere in città! Il Jardì del Turia ospita numerosi parchi, fra cui il Parc Gulliver, campi sportivi, il giardino botanico e la Ciudad de las artes y las ciencias, un complesso architettonico composto da cinque differenti strutture, suddivise all’interno di tre aree tematiche: arte, scienza e natura. Si tratta di una vera e propria “città nella città”, che armonizza i propri elementi con i contenuti. Una visita davvero interessante!
Il cammino è poi proseguito fino alla Plaza de toros, l’arena dove ancora oggi hanno luogo le corride, un’altra centenaria tradizione spagnola.
Subito dopo, ci siamo fermati ad ammirare l’Estació del nord, la stazione centrale di Valencia,  uno dei monumenti più emblematici dell’architettura cittadina. Da lì, ci siamo incamminati verso Plaza del ayuntamiento, la piazza più importante e centrica della città, a forma triangolare. Nello spazio aperto della piazza vengono organizzati svariati eventi ed esposizioni, oltre che essere punto di ritrovo della gente o di manifestazioni e assemblee straordinarie. Il più famoso evento organizzato nella piazza sono le “mascletà” che si sparano durante la festa denominata “Las Fallas”.
La bellezza della Cattedrale di Valencia ci ha rapito fin da quando l’abbiamo scorta in lontananza: avvicinandoci abbiamo potuto ammirare meglio la sua incredibile struttura, un tempo una moschea araba, abbattuta dopo la cacciata dei musulmani, e ristrutturata dai cristiani nel tredicesimo secolo. Queste origini si notano nelle differenti tendenze architettoniche del monumento: nella stessa struttura convivono gli stili romanico, gotico e barocco spagnolo. A suggellare il complesso c’è l’altissimo campanile, chiamato Miguelete.
Il successo turistico della cattedrale è sicuramente dovuto all’impressionante bellezza architettonica, ma sopratutto al fatto che il Santo Graal è conservato gelosamente nell’omonima cappella. La leggenda vuole che sia stato il calice usato da Cristo nell’Ultima cena con gli apostoli.
Abbiamo terminato il nostro cammino tornando in albergo, pronti a ripartire il giorno successivo. Per quanto breve, la visita a Valencia è stata interessante, e ci ha lasciato tantissimi immagini, gusti e sapori da portare con noi a casa e ricordare con piacere.
Barbie non vede l’ora di tornare dai suoi amici per fargli gustare tutte le ricette che ha imparato in questo viaggio!

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