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Gioca e Impara: Ricompensa o castigo?

castigo

Tra le centinaia, anzi migliaia, di domande che un genitore si pone, ce n’è una che non trova mai una risposta definitiva: tra ricompensa e castigo, quale metodo educativo funziona di più?

Non sapremo mai dare una risposta unica e definitiva a questa domanda perché, secondo noi, funzionano entrambi. Tutto dipende dalle circostanze, dal carattere del bambino, dal carattere del genitore e dalla dose di pazienza che costui ha a disposizione in quella data circostanza davanti a quel determinato con quel tipo di carattere. Spesso entrambi funzionano, ma gli obiettivi raggiungibili sono diversi.

Breve/medio periodo

Nel breve periodo, cioè in quei casi in cui abbiamo bisogno di un’immediata risposta da parte del bambino, funziona di più il castigo. Sta facendo un capriccio isterico perché non avete messo a dormire le bambole in ordine di altezza, come di solito fa lei? Vogliono assolutamente quella caramella alla frutta dopo il cioccolatino e i tre biscotti che hanno estorto alla nonna con l’inganno? Non vogliono mangiare perché il ragù è rosa e non rosso? Non vogliono rimettere a posto la cameretta dopo che hanno disseminato giochi in ogni angolo? Non rispettano le regole? Castigo. I castighi più utilizzati sono di entità limitatissima, ma comunque efficaci: un minuto in silenzio sul gradino, un’ora senza il suo gioco preferito o il divieto di mangiare il dolcetto a fine pasto. Sono castighi piccoli, che lasciano il tempo che trovano, ma che sul momento funzionano. La maggior parte delle volte, il giorno dopo non ricordano, o fingono di non ricordare, praticamente nulla, perché il castigo in sé non da alcun insegnamento, mostra soltanto che una cosa non si può fare e stop. Certo, possiamo motivarlo, ma il bambino resterà concentrato sul castigo, non sulla spiegazione. Che utilità hanno, dunque, questi castighi? Principalmente, il dimostrare al bambino che ad ogni azione corrisponde una reazione e che tutto ha una conseguenza.

Lungo periodo

Nel lungo periodo, cioè quando vogliamo dare un reale insegnamento al bambino, ciò che funziona davvero è il rinforzo positivo, che spesso prende la forma di una ricompensa materiale o di un bravo seguito da un applauso di approvazione. Premiare i comportamenti positivi, incoraggiare il bambino a compiere una determinata azione in un determinato modo, dare il buon esempio, sono comportamenti che stimolano il bambino a crescere e ad avere fiducia in sé stesso, portandolo sempre più spesso a cercare di fare le cose per bene. Il bambino, che come primo scopo nella vita ha la ricerca spasmodica di approvazione da parte del genitore, all’inizio farà tutto solo per compiacere l’adulto, ma piano piano la buona abitudine si radicherà in lui e tutto verrà naturale.

E voi, a quale dei due metodi ricorrete più spesso?

[Fonte: Donnamoderna]

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