Le tue selezioni

La paghetta

Altro che spending review: il commissario Cottarelli non avrebbe grande successo neanche con i genitori italiani, che pare siano i più generosi con la “paghetta” dei figli. Sembra infatti che devolvano ogni anno a questo “istituto” ben 832 euro. Bimbi italiani Paperoni d’Europa, ha scritto il quotidiano la Repubblica. Che effetto fa alla psicologa Daniela Bavestrello? “Diciamo che la paghetta dovrebbe essere uno strumento educativo: né un diritto, né un dovere per mamma e papà, bensì un sistema per insegnare ai bambini il valore delle cose”. Sotto questo aspetto – e come tutti gli strumenti – la paghetta non è né “buona” né “cattiva”: ci può stare, oppure no. “Importante è che sia in linea con gli obiettivi educativi della famiglia. E che tenga sempre in considerazione la realtà individuale dei figli”.

Anzitutto, l’emolumento mensile ai bambini “non deve essere una delega, un modo per disinteressarsi alle sue scelte, mascherato da opzione responsabilizzante. Io ti do tot e tu fanne quello che vuoi: ecco, questo è profondamente diseducativo. I genitori dovrebbero sempre controllare le spese del piccolo, facendogli capire se le condividono o, al contrario, se le disapprovano”. Nel qual caso è fondamentale anche spiegargli il perché. “Solo così”, prosegue la dottoressa Bavestrello, “sarà possibile insegnargli il valore del suo acquisto, che è cosa ben diversa dal costo. In tal modo il bimbo potrà imparare, per esempio, che certe spese non danno soddisfazione. E che, viceversa, ne danno moltissima i piccoli risparmi mensili, finalizzati per esempio a fare un bel regalo: anche ai genitori, perché no”. Non solo: se in questo modo, o con i piccoli regali in danaro ricevuti dai nonni o dagli zii, il bambino ha messo da parte un piccolo tesoretto, “nulla vieta che possa contribuire, se e quando necessario, all’economia familiare. Anche questo è molto educativo”.

Pure le caratteristiche del bimbo, secondo la psicologa, dovrebbero essere considerate prima di sganciare la paghetta. Che può risultare utile “se il figlio è un po’ scialacquone: in questo caso, consegnargli una piccola cifra all’inizio della settimana può spingerlo a imparare a gestirla con maggiore oculatezza, per evitare di rimanere a secco troppo presto”. Ma se il bimbo è già attento a questi aspetti, si può fare un passo in più: “Spingiamolo a guadagnarsi il suo argent de poche facendogli sbrigare, da una certa età in poi, qualche lavoretto. Una scelta, questa, più efficace rispetto a quella della paghetta. Perché così lo educheremo alla gratificazione del fare”. Inculcandogli un approccio al lavoro diverso. Finalizzato non a portare a casa lo stipendio, ma a soddisfare i propri desideri. Una bella differenza.

[Fonte: QuiMamme]

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