Le tue selezioni

Genitori, non amici

Un errore comune tra i genitori di oggi è quello di proporsi come amici dei figli adolescenti sperando nelle loro confidenze. In realtà questo atteggiamento è fortemente controproducente e rischia di interferire con il processo di autonomia indispensabile perché l’adolescente possa svincolarsi dai legami di dipendenza infantili e costruire la propria identità di individuo non più bambino, ma giovane adulto.

Quando i genitori rinunciano al proprio ruolo per assumere quello di amico, ostacolano il percorso del figlio, che in questa fase deve ‘aprirsi’ verso l’esterno, creando relazioni fuori della cerchia familiare e trovando aiuto e comprensione nel ‘gruppo’, ovvero tra i coetanei.
E proprio in questo naturale processo trovano spiegazione gli atteggiamenti tipici dell’adolescenza: l’opposizione, il rifiuto e la ribellione. Per mamma e papà è un periodo difficile e a tratti doloroso, ma è importante sapere che si tratta di una tappa obbligata, delimitata nel tempo.
Ma qual è il ruolo dei genitori in questo periodo? “Quello di controllare i propri figli, esigere il rispetto delle regole, e far valere il propria autorità”, commenta lo psicologo. “Perché è di questo che hanno bisogno per crescere ‘sani’ ed essere tutelati da situazioni pericolose.
Il consiglio? Controllare le loro amicizie, i luoghi che frequentano, le loro abitudini, anche se questo contraria l’adolescente. Infine, se le regole non vengono rispettate è indispensabile che il ragazzo venga rimproverato e chiamato ad assumersi le proprie responsabilità. In questo modo comprenderà che la fiducia dei genitori deve essere conquistata e conservata, rispettando i patti”.

Fonte: [QuiMamme]

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