Le tue selezioni

Come capire i disegni dei bambini

La diffusione di applicazioni per smartphone e tablet per disegnare e colorare non hanno messo in secondo piano il disegno manuale su carta.

La grafologa Evi Crotti a riguardo afferma che «è importante avvicinare i bambini anche alla manualità del disegno. Approcciarsi al foglio bianco, prendere in mano una matita e dare libero sfogo all’immaginazione, provoca in loro emozione. Man mano che realizzano il disegno, provano meraviglia ed empatia, perché tutto ciò che mettono su carta, lo vivono»

Il disegno non è solo un passatempo, ma un utile strumento per i genitori per cogliere i segnali che i più piccoli mandano al mondo degli adulti. Dai disagi alle emozioni più profonde, «perché ciò che non riescono a esprimere a parole, spesso lo esprimono disegnando» ci suggerisce l’esperta.

«Più della scrittura, il disegno – dice la grafologa – riesce a dare ai genitori degli elementi importanti che, se saputi cogliere, danno delle utili indicazioni sul percorso di crescita del bambino. Per i più piccoli, infatti, il disegno rappresenta la parte più intima e inconscia del loro mondo: quello dei sentimenti e dell’emotività. Senza esserne consapevoli, i bambini mettono sul foglio ciò che vivono dentro e che non riescono a esternare: le loro paure, le loro gioie, ma anche i cambiamenti, le difficoltà, i conflitti che affrontano, come la gelosia nei confronti di un fratellino, la paura dei mostri, la paura degli animali, il timore di essere rapiti da chi è diverso, etc»

Per questo il disegno è da considerasi un mezzo di comunicazione, non solo del loro mondo interiore, ma anche del loro rapporto con il mondo esterno e con la famiglia. «Ciò che rappresentano, il modo in cui lo fanno, dà agli adulti la possibilità di esplorare le loro emozioni o le loro inibizioni più nascoste. Nel disegno ogni elemento ha un codice simbolico che rappresenta qualcosa legato al loro vissuto».

Ma come interpretarlo? Ecco i consigli dell’esperta per saper leggere i disegni dei bambini.

1. Come disegna: lo spazio sul foglio

La prima cosa da fare è notare se il bambino quando disegna riempie o meno tutto il foglio. «Nel primo caso il bambino è solare e sereno. Nel caso opposto, invece, il piccolo ha bisogno di essere rassicurato da mamma e papà perché potrebbe sentirsi inadeguato».

2. In che modo disegna: l’energia vitale

«Altro aspetto da non sottovalutare è come appoggia la matita sul foglio. Se l’energia vitale è elevata, egli poggerà con forza dimostrandosi un bambino volitivo, se invece lo sfiorerà, ciò darà segno che il bambino ha delle insicurezze».

3. Cosa rappresenta sul foglio

La figura umana: «E’ uno dei disegni più frequenti. Se il bambino disegna la figura umana completandola, vuol dire che il bimbo ha una certa stabilità. Se la figura ha gli occhi truci significa che il bambino vive una situazione di ansia. Se è senza mani, ciò potrebbe indicare la mancanza di comunicazione in famiglia, mentre se è senza piedi, l’assenza di sicurezza».

La casa: «E’ senza dubbio il luogo dell’accoglienza, nel quale il bimbo proietta tutte le sue emozioni. Se disegna una casa con il comignolo che fuma, nella sua vita c’è affetto e calore. Se invece la casa che rappresenta è senza, gli manca l’attenzione dei suoi cari. Se la casa ha le finestre chiuse, vuol dire che vive in un ambiente troppo protettivo che gli impedisce di vedere la realtà».

Il sole con i raggi: «Rappresenta la figura paterna. Se è contornato da nuvole vuol dire che il suo papà non dà sicurezza e che sta affrontando una situazione che gli provoca malinconia».

L’albero: «Il tronco rappresenta l’io. Se il tronco è esile, il genitore dovrà aiutare il piccolo ad avere maggiore autostima. Un tronco grosso, invece, rappresenta una personalità egocentrica. Se ha il nodo dentro, vuol dire che il piccolo non è indipendente dai genitori e non è autonomo».

La famiglia: «Se il bambino quando disegna la sua famiglia si colloca al primo posto rispetto agli altri componenti è un bambino egocentrico. Se colloca se stesso all’ultimo posto, significa c he si sente messo da parte. Inoltre, se egli rappresenterà la famiglia su una barca nera, potrebbe voler dire che sta vivendo una situazione di paura e di incertezza in famiglia e che, anche se ha voglia di conoscere e di esplorare, ha bisogno di esser rassicurato».

4. La scelta dei colori

Anche i colori che usa il bambino offrono delle utili indicazioni. Ecco perché «per comprendere il suo mondo emotivo, meglio utilizzare delle matite colorate e non dei pennarelli, che invece scivolano sul foglio e non danno energia vitale al disegno. Anche la scelta delle tonalità ci aiuta a comprendere ciò che ha dentro. Se sceglie dei colori tenui ha una personalità timida, mentre se sceglie colori più vivaci, ha una personalità estroversa».

5. Gli errori da non fare 

«Stimolatelo a disegnare, ma non obbligatelo a farlo. Meglio se disegna liberamente, da solo o anche in compagnia. Il disegno può essere, infatti, anche un momento da condividere in famiglia. Per esempio, invitate il bambino a raccontare attraverso un disegno come vive un determinato evento, per esempio la nascita di un fratellino, la festa di compleanno, etc. Evitate i commenti sia positivi che negativi sul suo disegno, del tipo “Non sai disegnare!” “Non sei capace” etc. E non fate paragoni: “Tuo fratello sa disegnare meglio”. “Il disegno del tuo amichetto è più bello del tuo”, etc. E’ fondamentale non interferire per non inibire la sua voglia di disegnare e quindi di esprimere se stesso e il suo mondo interiore».

Fonte: www.iodonna.it

Lascia un tuo commento

Privacy Preference Center

Necessary

Advertising

Analytics

Other