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Gioca e Impara: Al lavoro dopo la maternità

Al lavoro dopo la maternità

Il 72,5 per cento delle donne italiane mantiene il lavoro che aveva prima della maternità. Ma che cosa succede al rientro? Le mamme che tornano al proprio posto di lavoro dopo la maternità si trovano in un ambiente dove gli equilibri fra colleghi sono cambiati.
A volte si respira un clima estraneo, con la sensazione di dover ricominciare tutto da capo. Ed è facile lasciarsi prendere dallo sconforto: da un lato, con un bambino a casa, il tempo non basta più. Dall’altro, il carico di impegni sembra aumentato.

Anticipare le proprie esigenze al direttore del personale su una maggiore flessibilità di orari e sui permessi per malattia del bimbo, che sono garantiti sia dalla legge sia dal contratto aziendale. Raccogliere informazioni su ciò che è successo nei mesi di assenza e sui progetti in corso. Rispondere alle piccole curiosità delle colleghe sulla gravidanza e sulla crescita del bambino serve a riallacciare i rapporti d’amicizia. Ma è sempre meglio aspettare che siano loro a chiedere come va. Sbrigare prima le pratiche che sembrano più gravose o insormontabili. Il motto dev’essere: “Scala la montagna dalla cima!”. Aumenterà la fiducia in se stesse. Se ci sono state difficoltà in ufficio nelle settimane precedenti al rientro, è bene discuterne con il superiore e mostrarsi disponibili ad affrontarle insieme gradualmente. Al rientro è naturale stare in ansia e avere spesso sensi di colpa nei confronti del bambino. Per questo è utile prendersi alcune pause, telefonare a casa e assicurarsi che il proprio figlio stia bene.

Non limitarsi a dire: “Mi occorre più tempo per mio figlio”. Perché così si lascia carta bianca all’azienda di decidere che tipo di orario flessibile assegnare alla dipendente, senza consultarla.
Mai considerare una minaccia la propria sostituta. Anzi farà lei da guida per far fronte alle scadenze.
Pannolini e biberon per una neomamma sono una novità ed è normale, quindi, parlarne con entusiasmo. Eccedere, però, alla lunga annoia e rischia di allontanare i collaboratori.
Rimandare il lavoro faticoso e occuparsi all’inizio soltanto di piccole incombenze è un errore perché impedisce alla mente e al corpo di riabituarsi ai ritmi normali.
Non conviene chiedere subito al capo: “Ci sarà tanto lavoro da fare?”. Potrebbe interpretare questa domanda come un tentativo di scansare le responsabilità.
Nell’eventualità che arrivi la  proposta di passare a un altro ufficio, non bisogna temere il nuovo incarico, ma sfruttare questa opportunità per fare esperienza e crescere professionalmente.

[Fonte: DonnaModerna]

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