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SAPERE DI “NON SAPERE”

Ci rendiamo perfettamente conto di quando un ragionamento si “inceppa” o non conosciamo la risposta che dovremmo dare: questa capacità di riflettere sui nostri pensieri si chiama metacognizione.
Può sembrare una parola fantascientifica, ma è un comportamento che esprime il nostro cervello.

Per studiare la metacognizione nei bambini, senza passare attraverso la parola, i ricercatori della Paris Sciences et Lettres Research University hanno riadattato su un gruppo di 80 soggetti di età compresa tra i 19 e i 21 mesi uno schema basato sul gioco.

Ai piccoli, accompagnati da un genitore o da un altro conoscente, è stato mostrato un giocattolo per alcuni secondi; l’oggetto è poi stato celato, ed è stato chiesto di indicarne il nascondiglio.
Dopo un breve allenamento, i bambini hanno ripetuto l’esperimento per 10 volte: in 5 casi hanno potuto vedere dove era nascosto il gioco, negli altri ignoravano il nascondiglio.

Ulteriori ricerche occorreranno per far luce su un tema così complesso. Un problema di questo esperimento è che ai bambini è stato insegnato che potevano chiedere aiuto: non possiamo essere certi, quindi, che l’avrebbero chiesto anche di loro spontanea volontà.

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