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COME AFFRONTIAMO LA FASE DEI “PERCHÉ”?

La fase dei perché dipende dallo sviluppo del linguaggio e, di conseguenza, varia moltissimo da bambino a bambino. In linea molto generale potremmo dire che si verifica tra i due e i tre anni, dalla fine dell’ultimo anno di nido quindi, e può proseguire anche fino ai sette o otto anni. Oltre all’età e allo sviluppo conta, però, anche il carattere: è vero che le proprietà di linguaggio e la capacità di comprensione devono essere abbastanza spiccate, ma almeno in una prima fase si fa riferimento soprattutto anche al rapporto con gli adulti.

Come possiamo arginare la fase dei perché?
Secondo la psicologia, quando vogliamo spostare l’attenzione del bambino, è assolutamente lecito tentare di interrompere la catena. I modi che possiamo suggerire sono:
– Distrarre il bambino con i giochi;
– Proporre qualcosa di nuovo su cui focalizzare l’attenzione;
– Capovolgere la situazione e chiedere al piccolo il perché o secondo lui/lei cosa sta succedendo, coinvolgendo il bimbo in un tentativo di risposta, soprattutto se non si vuole spezzare l’interazione che si sta costruendo in quel momento.

Insomma, la fase dei “perché” prima o poi arriva per tutti ma con qualche piccolo accorgimento, saremo in grado di gestirla al meglio.

Fonte: nostrofiglio.it

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